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Non scherziamo coi bambini

di Aldo Fortunati

 

Molte persone si incontrano e si riuniscono - in modo rigorosamente virtuale - in queste settimane per discutere di come proseguire il percorso della FASE 2 e molte sono le comprensibili spinte a ripristinare rapidamente, sia pure a condizione di rispettare precise prescrizioni di sicurezza, le condizioni di movimento delle persone che accompagnano ordinariamente la nostra vita sociale. Sembra che la misura delle persone che si possono muovere sia uno dei principali parametri di riferimento e da questo nascono le molte riflessioni - e le polemiche - sulla legittimità di decidere dall'alto cosa sia possibile fare e non fare, sebbene sia evidente che solo dall'alto si può decidere - piaccia o meno - come discriminare il fattibile e il non fattibile, essendo del tutto evidente che rimettere la moderazione delle attività di movimento alle valutazioni personali non potrebbe in alcun modo garantire l'effetto di moderare le dinamiche complessive di movimento sociale. Ne viene fuori un mix che alcuni valutano capriccioso o arbitrario, ma che difficilmente qualcun altro avrebbe potuto concepire perchè avesse la caratteristica e il vantaggio dell'equilibrio: purtroppo oggi l'equilibrio deriva semplicemente dalla moderazione degli spostamenti, tanto per dire, se in un vagone della metropolitana possono salire un quarto o un quinto di quelli che normalmente ci salgono, bisogna trovare un modo per evitare che molte persone abbiano necessità di prendere la metropolitana, altrimenti, per non creare affollamento nei vagoni, se ne crea di certo nell'ingresso delle stazioni.

Non vogliamo pero qui discutere della FASE2 in generale, ma piuttosto riflettere sui bambini, riferendoci in particolare al fatto che si sente parlare di prospettiva di riattivazione delle attività estive per bambini e ragazzi e di riapertura dello 0-6 (cioè dei nidi e delle scuole dell'infanzia). Ci sono ipotesi all'esame del Comitato tecnico scientifico e siamo in attesa di conoscere le valutazioni di fattibilità che ne deriveranno e le determinazioni che ne conseguiranno da parte del governo.

Nell'attesa, tre brevi considerazioni:

sui numeri

Rimettere in moto le esperienze dei centri estivi vorrebbe dire movimentare - prevedibilmente nella seconda metà del mese di giugno e nel mese di luglio - qualche centinaia di migliaia di bambini e ragazzi, prevalentemente in età da scuola primaria e secondaria. Rimettere in funzione nidi e scuole dell'infanzia - solo per misurare il valore dell'ipotesi - vuol dire movimentare 2 milioni di bambini e 2 milioni di genitori che li accompagnano e riprendono: più o meno il numero di persone che hanno reiniziato a muoversi nel Paese con l'inizio della FASE2.

sui modi

Sembra unanime la richiesta di orientamenti e linee guida generali - anche a livello internazionale UNICEF si è recentemente espressa in questo senso - per capire sia il dove che il come:

  • dove, tenendo conto degli indicatori di diffusione del virus nella popolazione

  • come, tenendo conto delle regole per tenere sotto controllo il requisito del distanziamento sociale, ma anche delle condizioni organizzative - di cui si sente parlare davvero troppo poco - necessarie per garantire i requisiti sociali e educativi che una esperienza extra-familiare deve avere per bambini e ragazzi: tanto per dire, condizioni di stabilità e regolarità valide per tutti e condizioni di graduale ambientamento indispensabili per i più piccoli

sui tempi

Sembra ragionevole che, una volta definite le regole su dove e come, ne derivi anche una conseguente chiarezza sul quando, che dipende ovviamente da quanto tempo ci vuole per organizzare le cose. Difficile dirlo prima di sapere quali saranno le regole, ma- anche a prescindere - alcune considerazioni si possono fare:

  • i centri estivi potranno essere una buona esperienza che consentirà di prendere le misure, anche per il loro carattere selettivo e non così altamente diffuso (solo una percentuale del tutto minoritaria dei bambini che frequentano una scuola dell'infanzia o primaria o secondaria li frequentano). Ma non dimentichiamoci, per favore, che normalmente - e giustamente - il periodo che accompagna l'esordio dell'estate è un tempo in cui bambini e ragazzi, dopo un anno di scuola, riscoprono - e hanno il diritto di coltivare - le relazioni con i genitori e con familiari e, per quanto possibile, di andare in vacanza.

  • la vera prospettiva sfidante è quella che si determina pensando al prossimo anno educativo, quando diventerà davvero fondamentale non fare passi indietro nel quadro delle opportunità educative, garantendo a tutti i bambini e ragazzi una ripresa sicura delle attività scolastiche garantita per tutti.

Infine, sempre pensando al prossimo anno educativo, cerchiamo di fare tesoro di quel che abbiamo capito ancor meglio in questo periodo a proposito del fatto che i nidi sono importanti per i bambini e per accompagnare da subito percorsi inclusivi che prevengono l'insorgenza - o il perpetuarsi - di condizioni di povertà educativa e non dimentichiamoci che, se in Toscana 1 bambino su 3 va al nido, in Italia 4 bambini su 5 non hanno questa opportunità, mentre nel mezzogiorno 9 bambini su 10 rimangono al di fuori di questo tipo di offerta.

Non scherziamo con i bambini: lavoriamo per rafforzare l'offerta dei nidi e, per favore, rendiamoli finalmente gratuiti.








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